Posted on ott 30, 2010

Il tempo (non) è dalla nostra parte

Calma, metodo (ci si prova) + studio di registrazione + 2 anni di tracce sparse da ultimare


Tazio cerca il tasto ON

Abbiamo diviso in due gruppi le canzoni scritte e mai ultimate di questi ultimi 3 anni e forse per la prima volta abbiamo applicato al distinguo la categoria della consanguineità: acustico con acustico, electro con electro. Il risultato: qualcosa che somiglia a una lavagna coi buoni e cattivi. Questo per dire che ci piacerebbe far uscire un EP con le robe acustiche (i buoni) per i primi mesi del prossimo anno, il resto (i cattivi) andrà in free download seguendo il programma marketing settimanale di LIDL, ogni lunedì si cambia canzone, fino a esaurimento scorte. E credo anche ascoltatori.

A parte alimentare l’asilo nido che staziona nelle nostre teste, stiamo anche cercando di – come si diceva nelle aziendine della Brianza degli anni ’80 – allargare l’organico della band, che, essendo al momento di 2 persone, supera di poco la definizione tecnica di progetto solista.

Did he intentionally time his glorious return to atease to coincide with the exact moment it returned to be being boring?

Non abbiamo un’idea precisa in merito (Tazio non sa ancora di questo post, e sì, c’è comunicazione totale nella band). Certo, qualcuno che si occupi dei tamburi, permettendoci di cancellare per sempre la collezione di drum machine installate, sarebbe ben accetto. Un bassista pure, ma qui il tripudio locale di musicisti post e/o fusion è scoraggiante. In entrambi i casi sarebbe gradito un altare casalingo dedicato a Bradford Cox con la foto indicata nel link e una sana universale indifferenza per tutte le robe math. E mentre i Mogwai & co. volano per sempre dal finestrino, apriremmo volentieri la porta a una sezione archi. Sto esagerando, lo so, ma essendo un estimatore del punto 24 (a pari merito col numero 1) dei 50 consigli all’aspirante critico musicale di Everett True, non posso che andare avanti. E quindi fatevi avanti anche voi.

tellaros @ gmail punto com

8 Comments

  • Tazio scrive:

    Tasto “On” trovato!
    Ebbene si, nonostante la vita sembra dirti “hey ma che cazzo fai ancora con ‘ste canzonette e ‘sti strumenti da perdente in mano”, la nostra testardaggine ci fa ancora pensare/fare/dire musica.
    Sarà anche perchè ci siamo resi conto che in due abbiamo quasi reggiunto ottanta anni.
    Ultimamente in sala prove parliamo spesso di coinvolgere persone nella band, farle diventare parte integrante della storia.
    Sembra un pò come quel film dove ogni mattina Bill Murray si risveglia vivendo sempre lo stesso giorno.
    Noi ci risvegliamo ogni giorno pensando chi può suonare il basso.
    Sarà il vulcano, ma sembra che questa specie scarseggi.
    Forse con i batteristi sarà più facile.
    Requisito fondamentale per chi volesse lanciarsi dentro il contenitore Tellaro è la totale approvazione del punto 3.
    Vi aspettiamo.

  • carlonatoli scrive:

    andando oltre, al punto 3 rettificherei con “TUTTI i musicisti sono persone orribili (incluso il sottoscritto)”
    all’elenco delle parole da non usare mai aggiungerei anche “sinergie” e (anche se fuori contesto) “volano economico”, “attenzionare” ed “amicale” (certi individui riescono addirittura a farle stare tutte in una frase ‘ste bestemmie). al punto 51: possiedo un vecchio basso musicmaster che tutto sa fare, tranne il postrock, la fusion o la postfusion. a lui piacciono i tellaro. se volete vi dò il suo numero di telefono (del musicmaster, of course).

  • Francesco scrive:

    ah… come si invecchia. ero tentato di risponderti usando tutte e 4 le parole da evitare e invece abbozzo una risposta seria.
    carissimo carlo, la tua proposta giunge come volano economico di tutta una serie di rapporti amicali atti ad attenzionare le sinergie di questa band.

    ci vediamo venerdì alle 7 in sala.

  • andrea scrive:

    sono riuscito a scordare il nord lead solo per voi.
    nel frattempo ciccio mi aiuta con le canzoni d’amore (perso nel brodo di ceci).
    v’aspettiamo amici cari.

  • Francesco scrive:

    quelle registrazioni! c’erano più bottiglie di birra che note.

    oh, ma ci pensi che stai registrando il tuo disco? ne parlavamo 7 anni fa o poco meno.
    tutti pensavamo che avresti prima preso la patente di guida e invece, sempre il solito anticonvenzionale. grande!

    ci vediamo il 22, se non prima

  • Gabriele (Nonno) scrive:

    Caro Tazio, perchè non mandiamo i nostri figli insieme all’asilo e alle elementari… giusto per non perdere le vecchie tradizioni.
    Caro Tazio, caro Ciccio, io sto suonando il flicorno contrabbasso, o basso tuba in Sib. L’intonazione è ancora incerta, ma sarei molto felice di spernacchiare nel vostro disco.
    Ciao ciao

  • Francesco scrive:

    Gabriele (Nonno), il flicorno contrabbasso. Perché la letteratura ha bisogno di amici musicisti che dopo 8 anni di assenza ritrovi a suonare il flicorno contrabbasso (come se conoscessimo quello NON contrabbasso), leggere in Sib e scrivere messaggi ai quali qualsiasi risposta oltre al sì è sbagliata.
    Il pezzo c’è (anche se in fase di scrittura) e si chiama Ubix.
    Sentiamoci.

  • Tazio scrive:

    Mi piacerebbe molto! Ma mi sa che stiamo un pò lontanucci vero?
    Anyway… dobbiamo rivederci con famiglia al seguito!
    Non vedo l’ora di vederti con Basso tuba in studio!
    P.s. il prossimo strumento “fa” che “si”a un clarinetto basso… spacca.

    See you soon!